In una accezione generale, il termine Amore esprime:

  1. un’attrazione fisica e/o mentale verso un altro essere umano;
  2. un affetto profondo e un sentimento di adesione rivolto verso un essere umano, un animale, viventi del regno vegetale, ma anche una disposizione affettiva verso attività umane, idealità e oggetti materiali.

Limitandoci a considerare l’amore come esperienza psicologica affettiva e relazionale nella situazione di coppia, si riconosce nel sentimento amoroso una forza attrattiva di tipo mentale oltre che fisico, che attira a sé o risucchia al di fuori di sé. Questa forza può esplicitarsi nei confronti di aspetti di tipo mentale o di tipo sociale posseduti dall’oggetto, anche con forme di interesse verso elementi di diversità o estraneità culturale.

L’amore appare a un tempo un’emozione, un sentimento e una forza vitale a determinismo multiplo che si caratterizza per una differente qualità e intensità del vissuto soggettivo, oltre che per possibili trasformazioni all’interno di un arco temporale più o meno lungo.

Differenti autori, da molteplici angolazioni, hanno attribuito al termine significati non univoci.

Prospettiva biologica e intrasoggettiva

Un primo gruppo di definizioni riguarda la percezione del fenomeno in una prospettiva biologica e intrasoggettiva:

  1. Amore come desiderio istintuale, l’amore come istinto, pura manifestazione degli impulsi sessuali, che spingono al desiderio di contatto fisico (punto di vista fisiologico).
  2. Amore come idealizzazione dell’oggetto amato, che attribuisce valore alla rappresentazione mentale dell’altro più che alla sua immagine reale, alla ipervalorizzazione della funzione della donna come tramite verso il rapporto con una realtà trascendente , con rimando alle posizioni della lirica stilnovista e provenzale, e con riferimento all’anelito di una “unio mistica” dei partners secondo i costrutti religiosi della cultura medioevale.
  3. Amore come emozione volatile, cioè transitoria e a breve termine, che può essere compresa pensando allo stadio dell’innamoramento che comporta momenti brevi e intensi di connessione romantica. Ad esso corrisponderebbero variazioni nella produzione di neurotrasmettitori, neuromodulatori e ormoni all’interno del cervello e dell’organismo. In questo ambito possono rientrare forme di connessione profonda sulla base di un incastro tra parti del mondo interno dei due soggetti, per il quale si ama chi ha la capacità di intercettare una parte nascosta dell’altro (Galimberti). Questa parte può essere secondaria o inconsapevole e può riguardare sia aspetti positivi del partner sia aspetti di insicurezza e fragilità.
  4. Amore come affetto durevole: pur avendo sfumature contradditorie, si connoterebbe fondamentalmente per aspetti benevoli di entrambi i membri della coppia e volontà di supporto dei bisogni dell’altro. L’amore durevole rimanda alla capacità di costruire un valido legame di attaccamento, che comporta sensazioni di stabilità e sicurezza. Si deve tuttavia precisare che l’amore durevole non è fusione totale, presenza continua, disponibilità costante. Nessun amore umano può raggiungere una pienezza totale. Ogni relazione alterna pienezza e mancanza. L‘oscillazione tra questi due poli mantiene il desiderio.

A lato si collocano le descrizioni pessimistiche e negative del sentimento amoroso, alcune derivate da evidenze di comportamenti patologici, per le quali l’amore viene considerato:

  • come affetto in trasformazione, suscettibile di evoluzione nel tempo lungo l’asse: coinvolgimento-indifferenza;
  • come stato affettivo ambivalente, inquinato da sentimenti di insoddisfazione, oppositività, aggressività e tendenza al respingimento;
  • come sentimento persistente a doppia polarità: da un lato si esprime come desiderio di proteggere, nutrire, riparare, difendere; dall’altro come desiderio egoistico e distruttivo di possedere, isolare e imprigionare.

Tutte le varianti di cui sopra sono riscontrabili nella vita ordinaria e come tali risultano vere.

Prospettiva psicologico-relazionale

Un secondo gruppo di definizioni riguarda la percezione del fenomeno in una prospettiva psicologico-relazionale.

Esse guardano primitivamente all’amore come forza intrinseca di legame di tipo sessuale e affettivo, più o meno intensa in relazione alla carica energetica associata con le emozioni e con gli affetti.

Parallelamente, il sentimento amoroso nella coppia è stato riconosciuto come spazio di relazione intersoggettiva di tipo maturo o immaturo, che prevede forme di scambio equilibrato o asimmetrico all’interno dei membri che la costituiscono.

Nella variante favorevole, si sperimenta una sensazione di stare bene insieme che persiste nel tempo. Ma ad influenzare la qualità del rapporto affettivo e mentale possono intervenire sia fattori di tipo psicologico sia fattori di tipo sociologico e socio-culturale.

Nella sua espressione matura, l’amore si manifesta come un’esperienza affettiva bi-direzionale, in relazione con l’assetto del mondo interno e dei bisogni motivazionali di entrambi i membri di una coppia.

A dare stabilità a un amore vissuto dovrebbero intervenire simultaneamente tre componenti di tipo diverso:

  • la capacità di raggiungere un coinvolgimento e una connessione emotiva e intellettuale;
  • la presenza di una attrazione sessuale e di una intimità sessuale soddisfacente;
  • l’impegno a far crescere e funzionare la relazione, con la possibilità di strutturare un progetto esistenziale di vita comune.

Per ciò che riguarda l’intimità e la sintonia di tipo emotivo, è importante la condivisione di emozioni profonde restando aperti alla possibilità di esporre le proprie vulnerabilità e di essere intercettati e compresi dall’altro. A proposito invece della intimità intellettuale, è richiesta la condivisione di idee, pensieri e stimoli mentali: valori, obiettivi di vita, linguaggio, visione del mondo, viaggi, arte, storia.

Da ultimo, il sentimento amoroso è stato anche concettualizzato come processo: l’amore come processo all’interno dello spazio di relazione della coppia, capace di evolvere attraverso fasi, che includono delle trasformazioni nel tempo. L’intensità del coinvolgimento emozionale può arrivare a ridursi o a esaurirsi del tutto e il legame strutturato può essere mantenuto come tale, trasformato o rescisso.

Al di fuori delle varianti di Amore patologico, che sono meritevoli di una descrizione specifica, si devono poi ricordare le forme di amore con ricerca di relazioni multiple, definite anche come amore dinamico o poliamore. Alcuni soggetti hanno la capacità di stabilire legami amorosi egualmente intensi con più partner senza che questo generi conflitti emozionali. I sentimenti provati verso un partner non vanno a scapito di quelli che si provano per un altro. Alla base della strutturazione di relazioni multiple ci sarebbero diverse spiegazioni di tipo psicologico, oltre che culturale. La più semplice di esse sostiene che in ogni legame amoroso si combinano in modo diverso le tre componenti fondamentali di Intimità, Attrazione fisica e Impegno, per cui ogni legame di tipo affettivo e sessuale arriva a soddisfare nel soggetto desiderante bisogni emotivi di tipo diverso.